MAURO NUMA
L’urlo di Numa. È il 3 agosto 1984, Olimpiadi di Los Angeles. In pedana per la finale del fioretto si affrontano Mauro Numa e il tedesco Mathias Behr. Behr è un atleta fortissimo, che si porta dentro un incubo: due anni prima una fatalità aveva voluto che la punta del suo fioretto si infilasse nelle maglie della maschera di Vladimir Smirnov, il sovietico che aveva vinto la medaglia d’oro di Mosca. La morte di Smirnov aveva indotto Behr a ritirarsi dalle gare. Ma prima delle Olimpiadi aveva deciso di tornare in pedana, con la speranza di onorare la memoria del grande avversario raccogliendone l’eredità. Numa – giunto alla finale dopo aver sconfitto il suo amico Stefano Cerioni in un assalto rocambolesco e combattutissimo – gli impedì la realizzazione del sogno. L’incontro fu entusiasmante. Quando mancava un solo minuto al tempo limite, Numa era sotto di quattro stoccate: 3-7. Nessuno – neppure il suo maestro livornese, il celebre Di Rosa – avrebbe scommesso un centesimo sulla sua vittoria. E invece Mauro fece il miracolo recuperando e portandosi in vantaggio 9-8 a tre secondi dal termine. Ma Behr, con un’impennata d’orgoglio, piazzò un’incredibile stoccata all’indietro. Si giocarono tutto su un’unica stoccata, e fu Numa a piazzarla. Poi si inginocchiò, e lanciò un urlo, rimasto nelle orecchie di tutti gli appassionati di scherma. La liberazione, la gioia, la rabbia, l’emozione.
Non aveva ancora 23 anni, Numa, quando salì sul gradino più alto del podio olimpico per ascoltare sull’attenti le note dell’Inno di Mameli. Era già sposato, e aveva un figlio. «Dedico questa vittoria a mia moglie Laura e a mio figlio Alessandro», dichiarò ai giornalisti. «Quanti sacrifici ho fatto per arrivare a questa medaglia. Quest’anno ho pensato solo alle Olimpiadi: ho lasciato la Coppa del Mondo, che detenevo , a Cerioni perché era questo di oggi il successo a cui tenevo, il più importante della mia carriera». I tecnici lo considerano il più grande fiorettista di tutti i tempi.A 17 anni, nel 1978, si laureò per la prima volta campione del Mondo Giovani (titolo che avrebbe riconquistato tre anni più tardi). Nel 1979 e nel 1981 fu medaglia d’argento nel Campionato del Mondo a squadre. Nel 1981 conquistò l’oro nella Coppa Europa a squadre. L’anno seguente conquistò l’oro nella Coppa del Mondo. il 1983 fu un anno speciale: oro nella Coppa del Mondo, nel Campionato d’Europa individuale, nelle Universiadi e nel Giochi del Mediterraneo; oro nelle Universiadi a squadre. Nel 1984 la consacrazione definitiva con il doppio oro olimpico. Oltre a quello individuale, Numa si aggiudica anche quello di squadra, insieme con Stefano Cerioni, Andrea Borella, Angelo Scuri e Andrea Cipressa. Nel 1985 torna a vincere la Coppa del Mondo (che aveva “trascurato” l’anno precedente per concentrarsi sulle Olimpiadi) e si aggiudica il Campionato del Mondo individuale e quello a squadre. Si aggiudica il Master del 1985, conquista il bronzo nel Campionato del Mondo del 1986 e l’oro nel Campionato del Mondo a squadre nel 1990.
Mauro Numa è oggi un affermato professionista con incarichi federali nella F.I.S. e che ha voluto e accettato di sponsorizzare con la sua immagine e con il suo costante appoggio e presenza la rinascita e il futuro dell’A.S. Comini 1885 Padova Scherma















